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Allergologia

Valutazione allergometrica cutanea

I risvolti della allergologia sono multidisciplinari e coinvolgono altri specialisti e figure professionali quali il pediatra, il dermatologo, lo otorinolaringoiatra, lo pneumologo, lo oculista, il gastroenterologo , il dietologo e lo psicologo; in casi selezionati si ricorre ad indagini di laboratorio quali eosinofilia ematica, IgE sieriche totali , IgE specifiche (RAST) , IgE specifiche per allergeni ricombinanti (singole componenti), triptasi mastocitaria, IgG4 specifiche, intradermoreazioni con siero autologo od anche studio della mucosa nasale, rinomanometria, spirometria e test alla metacolina.

È di comune acquisizione il fatto che oculorinite ed asma sono spesso dovute ad allergie respiratorie di cui vanno indagate le specifiche cause, ma anche ad alimenti.

Vari sintomi sono spesso attribuiti ad allergie e/o intolleranze alimentari, ma la effettiva importanza è sovrastimata nella popolazione generale : un terzo delle famiglie ritiene che qualche suo membro ne sia portatore attribuendovi anche altre manifestazioni o malattie quali otite sierosa, cefalea, neuropatie e turbe psicologiche, fatica cronica, sindrome ipercinetica,enuresi notturna, colon irritabile e patologie enteriche, artropatie, artro-mialgie, rigonfiamenti articolari, malessere e febbricola.

Ne consegue spesso un ricorso alla medicina alternativa con procedure diagnostiche e terapeutiche (immunocomplessi circolanti , IgG4 specifiche per alimenti, test del capello, Vega test, Dria test, test di citotossicità o di neutralizzazone-provocazione, fiori di Bach, prociantocianidi oligomerici, vitamine, chiropratica,kinesiologia, biorisonanza, pulse test, iridologia, omeopatia ecc. ecc.).che non sono condivise dalle Società Scientifiche Allergologiche ed Immunologiche nazionali ed internazionali che per inciso hanno come affiliati anche premi Nobel per la Medicina.

Lo Specialista Allergologo aiuta ad orientarsi e districarsi nell' insieme di tali variegate procedure ed a valutare in modo appropriato la effettiva presenza di malattie conseguenti alla ingestione di alimenti.

 

Che cosa è una valutazione allergometrica cutanea

I test utilizzati sono il prick test (test percutaneo) e la intradermoreazione (test intracutaneo). Il test percutaneo è in genere utilizzato come screening, quello intracutaneo per conferma nei casi dubbi.


Altre indagini possono essere utilizzate per cercare di chiarire se esiste uno stato allergico: il dosaggio su siero ematico delle IgE totali e la ricerca delle IgE specifiche (RAST), che tuttavia sono meno attendibili dei test cutanei, salvo che nella prima infanzia.

 

Il prick test consiste nell'apporre sulla cute una goccia di soluzione di :

  • controllo positivo (istamina) che deve reagire in tutte le persone e valuta in caso contrario se la cute è anergica e non risponde normalmente ai test;
  • controllo negativo (glicerina) che non deve invece reagire e valuta in caso contrario se la cute è aspecificamente irritabile;
  • estratti commerciali di allergeni respiratori od alimentari

Si pizzica poi la cute attraverso la goccia con una lancetta pungi dito in modo da lasciare diffondere sotto la epidermide una minima quantità di sostanza, calcolata in 3 milionesimi di millilitro (3 micron litri o µL).


I test per alimenti sono approfondibili nei casi dubbi pizzicando la cute con una lancetta già infissa precedentemente in alimento fresco: usando l' alimento fresco è meglio eseguire il test in ambito protetto per un maggiore rischio di effetti collaterali soprattutto se la storia clinica è di un certo impegno.


La intradermoreazione si attua inoculando sottocute con una siringa 0,01 -0,05 ml (10-50 µL) delle medesime sostanze (come estratti commerciali). Al giorno d' oggi il suo impiego è limitato alla diagnostica di allergie a farmaci o veleni di imenotteri se per questi il prick test è negativo, e non va mai praticata per gli alimenti.


Ogni allergico produce IgE rivolte verso specifici allergeni che circolano nel sangue (rilevabili da esame RAST) per poi andare ad aderire a cellule (i mastociti) presenti nella cute e nelle mucose dell' apparato respiratorio e gastroenterico.


Se queste IgE adese riconoscono l' allergene utilizzato per la valutazione allergometrica cutanea si innesca un meccanismo che fa liberare dai mastociti varie sostanze responsabili della insorgenza nella sede del test di prurito (per stimolazione nervosa), arrossamento (per vasodilatazione) e pomfo (gonfiore per diffusione nel sottocute dai capillari che sono diventati più permeabili del siero ematico), con una reazione simile a quella di una puntura di zanzara che regredisce in poche ore.


Se queste IgE adese riconoscono un allergene ambientale con cui si viene a contatto od alimentare che si ingerisce ecco che compaiono i sintomi di allergia a livello cutaneo e/o respiratorio e/o gastrointestinale.


Ogni allergico ha il suo pannello di reazioni (RAST o prick test o intradermoreazioni) ma non è detto che ognuna sia responsabile di malattia allergica: occorre ricostruirne una relazione clinica.


Anche nel caso di molti test positivi, in genere solo uno o due allergeni sono realmente correlabili a sintomi. Le altre positività definiscono solo gli ipotetici fattori di rischio per quel determinato paziente, ed anche se al momento non paiono correlabili a sintomi risultano tuttavia importanti per potere assegnare norme di prevenzione verso la esposizione agli allergeni .


I test cutanei sono attendibili oltre i 6-7 anni di età; prima di tale età sono attendibili se positivi ma se negativi non escludono la presenza di allergie. Si ricorre allora ad esami ematochimici (RAST), ma in modo selettivo ed in relazione alla storia clinica.

 

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